LE COLLINE OCCIDENTALI DEL BAROLO

LE COLLINE OCCIDENTALI DEL BAROLO

 Monforte d'Alba

Si parte dalla città di Alba, prendendo la tangenziale in direzione Barolo si esce a Cantina di Roddi per raggiungere la prima tappa del nostro viaggio: Roddi. Collocata in splendida posizione, su una dorsale a dominio della pianura verso Alba, Roddi è un borgo medievale arroccato attorno al suo castello, secondo uno schema caratteristico del paesaggio ondulato delle Langhe. Il paese è posto in posizione dominante sulla valle del Tanaro e viene ricordato in documenti anteriori al Mille, ma le origini sono più antiche, risalenti all’epoca romana. Il toponimo, di origine celtica – presumibilmente “raud”, o “rod”, ovvero fiume – fa palese riferimento al Tanaro, che scorre nella pianura sottostante. Come attestano alcune edicole funerarie di fattura latina, il sito era già abitato in epoca romana: si tratterebbe del Castrum Raudhium, insediamento di importanza strategica, presso il quale nel 101 a. C. il Console Mario sconfisse i Cimbri nella battaglia dei Campi Raudii e nel 402 d. C. il generale Stilicone vinse i Goti di Alarico nella battaglia di Pollenzo. Il borgo appartenne ai monaci di San Benedetto che vi costruirono un’abbazia dedicata a Santo Stefano, dotata di molte terre, ma ora totalmente scomparsa. Il percorso prosegue costeggiando il corso del Tanaro, il fiume che divide il Roero (la sua sponda sinistra) dalla Langhe (la sponda destra) in direzione Verduno, altro importante centro vitivinicolo, oggi divenuto famoso grazie ad un particolare vino rosso che si produce nel suo territorio comunale, il Pelaverga. Di origine celtica, il paese era considerato un luogo di villeggiatura già dalle famiglie patrizie di Alba Pompeia e Pollentia. Intorno all’anno mille fu possedimento del Vescovo di Asti; qualche tempo dopo, nel 1026, passò all’Abbazia di Breme in Lomellina. Negli anni a venire successioni e doti smembrarono sempre più i possedimenti, finché, nel 1631, il borgo entrò a far parte del Ducato Sabaudo e divenne una delle residenze più ricercate e importanti dei Savoia.Il Re Carlo Alberto, nel 1837, affidò a un insigne enologo del tempo, Francesco Staglieno, la gestione della proprietà, con il compito di trasformarla in azienda vitivinicola modello. L’attrattiva del luogo è costituita dal paese nel suo insieme, contraddistinto dalle calde tonalità del cotto, dalle delicate e stemperate policromie dei muri, dai piacevoli giochi di luce e dalle erte vie. Il centro focale è sicuramente il Belvedere, giardino posto alla sommità del paese, terrazza panoramica che si affaccia sulle colline delle Langhe e del Roero abbracciandole idealmente. Gli altri punti vitali sono le piccole piazze e punti panoramici del centro storico adibiti a bistrot e punti degustazione. Da visitare, inoltre, la suggestiva Piazza Don Borgna dove si erge il settecentesco Castello di scuola Juvarriana. Verduno è un paese votato all’arte, frequentato negli anni ’60 da pittori quali Lucio Fontana e Pinot Gallizio e animato oggi dall’attività di giovani artisti.
Da Verduno spostiamoci verso quello che da molti è considerato come uno dei borghi più belli e panoramici delle langhe, La Morra. La strada da Verduno a La Morra è un vero percorso tra i filari di vitigni, che a seconda delle stagioni regalano colori ed emozioni infinite. Si arriva a La Morra, paese sempre molto attivo e vivo, che vanta un bel centro storico, arroccato sul bricco che racchiude entro i suoi antichi bastioni edifici storici, civili e religiosi di piacevole scoperta e di derivazione barocca. La cantina comunale di La Morra propone una piacevole tappa per scoprire i rinomati vini che vengono prodotti nel suo territorio. Ma il punto di forza del centro langarolo è sicuramente il Belvedere, in posizione panoramica unica, laddove un tempo si ergeva un antico castello, oggi purtroppo non più conservato. La vista è da lasciare senza fiato: dal punto panoramico, sotto di voi si aprono le colline della Bassa e dell’Alta Langa. Nelle giornate particolarmente terse e pulite, magari dopo un temporale, la visuale si allarga fino alle colline del Monferrato e ci si può divertire a riconoscere i paesi che punteggiano i crinali delle colline. Il dominio dei vigneti nel panorama è anche quello dei famosi e prestigiosi “cru” del barolo, che qui si sviluppano rigogliosi. Dal concentrico di La Morra, percorrendo un tratto di statale di circa 7 chilometri, si raggiunge Cherasco, città che vi raccomandiamo perché all’interno del suo antico centro cittadino si nascondono dei veri e propri gioielli d’arte e cultura. Da non perdere Palazzo Salmatoris, sede di prestigiose mostre d’arte internazionale, l’antica torre civica, i portici, la chiesa di San Pietro, con una superba facciata “museo”, dove sono visibili lastre romane e frammenti decorativi provenienti dalla vicina città romana di Pollenzo (Pollentia). Da provare i famosi “Baci di Cherasco”, dolce tipico della città. Ma la scoperta più bella sono le facciate, i giardini e i colori delle case del centro, che bisogna scoprire camminando piano, lasciandosi trasportare dai suoni, dai profumi e dalle emozioni che questa cittadina sa evocare. Una passeggiata sui bastioni regala scorci sul territorio circostante.
Scendiamo un po’ verso valle e, in direzione Barolo, possiamo fare tappa a Novello, centro agricolo in posizione panoramica, vera e propria porta di Langa. Da vedere il castello in stile neogotico, progetto del doglianese G.B. Scellino. Ma proseguiamo verso Barolo: il Castello, oggi sede del Wi-Mu, il Museo del Vino, ospita anche la prestigiosa Enoteca Regionale del Barolo. L’incanto del paesaggio è un richiamo continuo a fermarsi per immortalarlo in centinaia di fotografie e ci farà compagnia fino a Monforte d’AlbaLa cittadina deve il suo nome al castello cinto da mura, sorto nell’Alto Medioevo sulla sommità del colle e che, nel 1028, secondo gli storici Glabro e Landolfo Seniore, fu espugnato dagli armati inviati dall’Arcivescovo di Milano, Ariberto d’Intimiano, per soffocare l’eresia catara diffusasi in loco coinvolgendo gli stessi feudatari. Gli abitanti di Mons Fortis, fatti prigionieri, furono condotti a Milano e costretti a scegliere tra l’abiura e il rogo; la maggior parte, coerentemente con i propri principi, si lanciò tra le fiamme. Non è azzardato supporre che la presenza del nome Monforte nella toponomastica di Milano sia da ricollegarsi a questa vicenda. Dopo alterne vicende, il paese divenne, nel XIII secolo, feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Piemonte e di Sardegna. L’attuale Palazzo Scarampi venne edificato a cura dei Del Carretto dopo il 1706 sul sito del maniero precedente e ristrutturato nel 1833. Il nucleo storico di Monforte, disposto a ventaglio e arroccato attorno all’antico campanile (ciò che resta della vecchia parrocchiale), pulsa di rinata vita dopo i recenti restauri che hanno interessato molti palazzi nobiliari e borghesi. Una passeggiata nelle sue viuzze medioevali che salgono ripide, una sosta nei suoi locali di ristoro o nei suoi alberghi, dimostrano come questo centro di Langa, già noto nella seconda metà del Novecento per la sua gastronomia, abbia valorizzato il suo centro storico con molta attenzione al restauro e al recupero funzionale dei suoi edifici. Una parte della piazza del nucleo storico di Monforte, piccolo anfiteatro dall’acustica perfetta, è utilizzata come auditorium ed è intitolata al famoso pianista che vi ha tenuto il concerto d’inaugurazione nell’estate del 1986. E’ sede di concerti di musica jazz, di spettacoli teatrali e di proiezioni di film nel periodo estivo. Nel vasto territorio comunale è d’obbligo una visita alla frazione Perno con la romanica chiesetta di Santo Stefano.
Proseguendo in direzione Monchiero si segue la direzione Dogliani, ultima tappa di questo tour alla scoperta di alcuni dei più borghi delle Langhe del Barolo. Dogliani è oggi un popoloso centro che mostra il segno marcato dell’opera di un suo “figlio”, l’eclettico e controverso Gian Battista Scellino. Nei rioni del Borgo e del Castello una visita consente di scoprire angoli ed edifici d’interesse, senza dimenticare che siamo nelle terre di elezione del Dolcetto (Dolcetto di Dogliani D.O.C.G.) e che nei poderi cresciuti intorno a San Giacomo, Luigi Einaudi, primo Presidente dell’allora neonata Repubblica Italiana, infuse il suo tenace amore per la terra delle sue origini.

le colline occidentali del barolo

 

 

Buon divertimento e passate a trovarci a L’Acciuga nel Bosco,  Borgata Martina 12 a Dogliani!!

#lacciuganelbosco

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