PERCORSI D’AUTORE

PERCORSI D’AUTORE

Ci hanno lasciato le testimonianze del loro lavoro: i progetti architettonici e le opere caratterizzano anche piccoli borghi meno conosciuti. Come ad esempio Giovanni Battista Schellino, conosciuto come il “Gaudì delle Langhe”, l’architetto che ha saputo abilmente costruire edifici civili e chiese distinguendosi per le sue ricerche eclettiche e bizzarre.
Il Geom. Schellino è nato nel lontano 1818 a Dogliani, cittadina delle Langhe sud occidentali. Il suo paese natale pullula di edifici ideati dall’architetto doglianese, a partire da Piazza Umberto I dove troneggia la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Quirico e Paolo, un’enorme costruzione in stile neoclassico con doppio campanile e cupola azzurro cielo. Proseguendo su Via Savona, si giunge nei pressi di un insolito ingresso monumentale: il cimitero caratterizzato da nove guglie rosse dove all’interno sono sepolti il Geom. Schellino e anche Luigi Einaudi, autorevole Presidente della Repubblica italiana dal 1948 al 1955. La strada che conduce fuori  Dogliani, in direzione di Belvedere Langhe, è decorata da tredici piloni  realizzati anch’essi da Schellino: un percorso votivo raffigurante i Misteri del Santo Rosario che accompagna il fedele fino al Santuario della Madonna delle Grazie. Il grazioso edificio sorse come antico oratorio cinquecentesco su di un poggio da cui si gode di una stupenda vista panoramica; nel 1873-74 al nostro architetto locale venne dato l’incarico di restaurarlo. Cimitero-schelliniano-di-DoglianiMa le opere di Schellino non sono ancora finite: il centro storico di Dogliani conserva l’originale Torre dei Cessi (1862-1864), l’imponente Ospedale (1878-1888) e molte altre testimonianze architettoniche sono presenti in piccoli paesi a pochi chilometri come ad esempio le chiese parrocchiali di Cerretto Langhe e Belvedere Langhe, il castello di Novello e la canonica della cappella della Santissima Trinità a Murazzano. Poco distante dai centri turistici più conosciuti, come Barolo e Monforte, vi consigliamo di fare una sosta al paese di Monchiero Alto, uno scrigno di arte e di una bellezza che non ti aspetti.
Rimarrete sorpresi dal minuscolo borgo con il verde parco e vi avvolgerà la quiete che si respira circondati dal settecentesco Santuario della Madonna del Rosario, dall’ex convento e dall’oratorio che ora ospita la collezione d’arte del pittore Eso Peluzzi.
Il ritrattista e paesaggista Peluzzi, formatosi presso l’Accademia Albertina di Torino, era nato a Cairo Montenotte nel 1894 e già nel 1922 esordiva con la sua prima mostra personale alla Società Promotrice di Belle Arti a Torino. Il successo per lui arrivò tra il 1926 e il 1948 con la partecipazione alle Biennali di Venezia e a numerose mostre italiane in giro per l’Europa; nel 1963 addirittura fu nominato Accademico di San Luca a Roma.
Proprio a Monchiero Alto, Eso Peluzzi, pittore della corrente divisionista, si stabilì negli anni Cinquanta e qui lavorò fino al 1985, anno della sua morte. Molti sono stati gli intellettuali ed amici che hanno espresso la loro stima nei suoi confronti: scrittori autorevoli come G. Arpino, I. Calvino, G. Lagorio, M. Soldati; i critici d’arte L. Carluccio, M. Carrà  e M. De Micheli, fino a Sandro Pertini, estimatore del nostro artista. Oggi presso l’oratorio dei Disciplinati è possibile ammirare la collezione d’arte di questo artista, peraltro coinvolto anche nel decorare il Santuario che si affaccia sulla graziosa piazzetta, dove troverete l’ingresso di un moderno hotel, sapientemente contestualizzato nell’ex convento dopo un attento restauro. Eso Peluzzi è considerato un “cantore” d’arte, un poeta, affezionato alle rappresentazioni di tematiche famigliari, di violini e liuti (il padre era uno stimatissimo liutaio); il suo segno è quello di un maestro attento osservatore della natura, le dolci colline delle Langhe, ad  esempio, e nelle nature morte o con i paesaggi innevati sapeva trasmettere la quiete e la bellezza spirituale della natura. Rimaniamo sulle colline della Bassa Langa e scopriamo le terre del vino Dolcetto, visitando il paese di Rodello che ospita un museo originale nel panorama artistico locale e nazionale: è il Museo  “Dedalo Montali” d’arte moderna e religiosa fondato nel 2003.
Ha una doppia sede: una nella Chiesa dell’Immacolata e la seconda presso “La Residenza”, un centro di servizi sociali fondato nel 1967. Due siti separati ma uniti dalla comune volontà di conservare le 200 opere pittoriche e scultoree riunite per desiderio del pittore Dedalo Montali (Cagliari 1909- Rodello 2001), su iniziativa della vedova Taja Satta Montali e del Canonico Mario Battaglino, fondatore della Residenza e promotore nel 1964 di un seminario sperimentale d’arte religiosa moderna. Ed è nato da qui il sodalizio tra l’artista di origine sarda e il paese di Rodello: negli anni post Concilio Vaticano II si era alla ricerca di nuovi linguaggi artistici che riprendessero il legame tra la Chiesa e l’arte religiosa contemporanea. Fu così che tra il 1970-72 Dedalo venne incaricato da don M. Battaglino di ideare la Cappella della Residenza per anziani di Rodello. L’opera monumentale, lo vede affrontare il tema dell’arte sacra  raccontando, attraverso 80 mq. di vetrate, altorilievi, sculture, dipinti e decorazioni, le vicende della vita operosa dell’uomo, riconducendole alla pala centrale dove il Cristo ripete la sua cena inviando un messaggio di fraternità e speranza. Da non perdere la visita alla barocca chiesa dell’Immacolata, che conserva significative opere su tela e sculture di Montali dedicate al tema della Crocifissione e che puntano il dito verso la Chiesa, chiamata pesantemente in causa perché non più capace di  trovare risposte per un mondo contaminato dalle guerre, dall’inquinamento e dove l’uomo non trova più conforto. Particolarmente d’effetto sono la grande tela con la “Crocifissione” che occupa interamente la stanza, circondata da altre opere e sculture, e la tela con il Vescovo raffigurato seduto in cattedra, cupo e severo, la mano sopra il Vangelo, con lo sguardo fisso su di un mondo sconvolto. La tappa successiva è Montelupo Albesepaese situato a 564 m s.l.m che, per gli amanti delle camminate all’aria aperta, è raggiungibile anche a piedi attraverso sentieri ben segnalati. La denominazione del paese affonda le sue radici in una leggenda che ha a che fare con le alture e con gli animali, i lupi, i primi “abitanti” di queste colline. Grazie a un progetto avviato nel 2011, è possibile visitare il paese e le sue frazioni seguendo il filo conduttore di un percorso costituito da murales che hanno come protagonista il lupo, “Lupus in fabula”, appunto. L’itinerario è in continua evoluzione e dal 2011 pittori provenienti da varie parti d’Italia, con fantasia e professionalità, hanno disegnato sui muri delle case l’immagine letteraria e favolistica di questo mammifero, creando nelle vie del paese un’atmosfera da fiaba. Incontrerete “San Francesco e il lupo di Gubbio” , “Il lupo e i sette capretti” e il più contemporaneo murales “Lupo pelo blu”. Il punto di partenza è Piazza Castello, dalla quale seguendo le indicazioni “a testa di lupo” si possono percorrere gli itinerari ad anello dedicati anche al tartufo, alle orchidee ecc…. La vista panoramica regala scorci memorabili sui noccioleti dell’Alta Langa e sui curati vigneti della Bassa  Langa, fino ad ammirare, nelle giornate particolarmente limpide, l’intero arco alpino occidentale con il Monviso, il Monte Rosa e il Cervino.

percorso Rodello - Dogliani

 

 

Buon divertimento e passate a trovarci a L’Acciuga nel Bosco,  Borgata Martina 12 a Dogliani!!

#lacciuganelbosco

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